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06/06/2016, 15:17



Una-storia-di-Intelligenza-Emotiva-in-ambito-sportivo-Elisa-Trecastagne:-“L’imperativo-è-non-mollare-mai!”


 Mi chiamo Elisa Trecastagne, vivo a Villafranca Piemonte e frequento la 4a liceo indirizzo scienze sociali al Porporato di Pinerolo.



Mi chiamo Elisa Trecastagne, vivo a Villafranca Piemonte e frequento la 4a liceo indirizzo scienze sociali al Porporato di Pinerolo.
Tutto è iniziato il 9 gennaio 1993, giorno in cui sono venuta alla luce. La mia vita si è presentata subito in salita: nata prematura, ho dovuto subito lottare con tutte le mie forze per sopravvivere. Ho subito un’emorragia cerebrale prenatale.
Se all’inizio il mio quadro clinico era critico, il problema si è circoscritto in pochi mesi: sono portatrice di un handicap motorio, una semiparesi spastica all’arto inferiore sinistro.
Anche se a volte mi chiedo perché è successo a me, so che questo deficit ha formato il mio carattere e la mia persona. Non posso pensarmi diversa: è proprio grazie a questo disagio se oggi sono la ragazza che nel suo CUORE HA UN IMPERATIVO... NON MOLLARE MAI!!
Devo dire grazie, oltre alla determinazione e alla costanza che mi contraddistinguono, all’amore che mi hanno donato e mi donano i miei genitori e mio fratello, persone indispensabili per il mio percorso a volte tortuoso... Non si sono persi d’animo e mi hanno sempre incitato a provare, a non fermarmi al primo ostacolo.
Ho iniziato a camminare all’età di cinque anni, ma ho sempre nutrito un grande amore per lo SPORT! Quando frequentavo il primo anno della scuola secondaria di primo grado, ho iniziato a partecipare alle gare d’istituto di atletica e di corsa campestre. Da quando frequento il liceo Porporato questa mia passione è stata coltivata anche grazie agli insegnanti di educazione fisica che fin da subito hanno creduto nelle mie possibilità. Il 20 ottobre 2009 ho partecipato alle FINALI NAZIONALI DI ATLETICA LEGGERA A LIGNANO SABBIADORO, nella specialità 100 metri piani... Sono diventata campionessa italiana!!! E il giorno successivo mi sono classificata al II posto nella 4 x 100. In pista sono scesi, oltre a me, altri tre compagni e insieme abbiamo rappresentato il PIEMONTE!!!
Il 10 marzo 2011 ho partecipato alle fasi regionali di corsa campestre a Santhia’ (Vercelli), sono salita sul gradino più alto del podio. Questo mio piazzamento avrebbe dovuto darmi l’accesso alle finali nazionali che si sono svolte a Nove il 19 ed il 20 marzo... Invece?! Sogno INFRANTO! I soldi, necessari per la realizzazione dell’evento, si sono trovati solo per i compagni normodotati considerati "lustri del nostro paese". Per i 172 ragazzi disabili non sono stati trovati i fondi...
Il 17 marzo 2011 abbiamo festeggiato i 150 anni dell’Italia Unita ed io, vedendo i festeggiamenti alla televisione, mi sono fatta prendere dallo sconforto. HO DECISO DI PROTESTARE PER FAR VALERE UN DIRITTO MIO E DEI MIEI COMPAGNI CHE IO RITENGO PIETRE PREZIOSE DA COLTIVARE, NON DA NASCONDERE... PERCHÉ ANCHE NOI CREDIAMO NEI VALORI DELL’ AMICIZIA E DELLO SPORT PULITO!!
Ho scritto attraverso un messaggio privato di facebook all’Onorevole Ghizzoni SOTTOLINEANDO IL MIO RAMMARICO PER QUESTA ESCLUSIONE. MI SONO SENTITA UN’ITALIANA DI SERIE B: la possibilità doveva essere data a tutti, invece quella decisione è stata a parer mio DISCRIMINATORIA!
Il 6 aprile 2011 in Parlamento, in Aula Commissione Cultura, è stata firmata grazie alla mia lettera una mozione, nella quale hanno deliberato lo stanziamento di 6 milioni di euro per il CIP (Comitato Italiano Paraolimpico). Il 20 aprile sono stata invitata dal Presidente della Repubblica a Roma per ricevere personalmente le scuse per l’accaduto. Dal 23 al 27 maggio ho partecipato alle finali nazionali di atletica a ROMA ed il 25 sono diventata per la seconda volta CAMPIONESSA ITALIANA NELLA SPECIALITÀ 1000 metri...
Ho vissuto questa fantastica esperienza con i miei genitori e il mio professore accompagnatore. ABBIAMO ASSISTITO ALLO STADIO OLIMPICO AL GOLDEN GALA CHE HA AVUTO UN CAMPIONE, FRA TUTTI, IL FULMINE BOLT oltre al nostro atleta italiano ANDREW HOWE!!! Posso dire che è stata una VERA FESTA DELLO SPORT!! Che emozione portare la bandiera del Piemonte con i miei compagni in rappresentanza degli atleti paraolimpici piemontesi!
La mia battaglia è stata vinta alla grande e ne sono ORGOGLIOSA. NON L’HO FATTO SOLO PER ME STESSA, MA ANCHE E SOPRATTUTTO PER TUTTI I RAGAZZI PIÙ SFORTUNATI DI ME, MA DAL CUORE GRANDE... ABBIAMO VINTO INSIEME!!
Oltre alla corsa, coltivo da sempre con mio fratello un’altra passione: quella per il calcio. Il 12 dicembre 2010, dopo aver superato l’esame scritto e orale ed i test atletici di base, sono diventata ARBITRO DI CALCIO DELLA FEDERAZIONE.
ANCHE IN QUESTA OCCASIONE NON E’ STATO COSI’ SEMPLICE: HO DOVUTO DI NUOVO "STRINGERE I DENTI"!!!
Ho creato un precedente: SONO IL PRIMO ARBITRO-DISABILE RICONOSCIUTO IN ITALIA! Devo dire grazie alla sezione arbitri di Pinerolo che mi ha accettata e sostenuta fin da subito dicendomi: "Lottiamo con te, affinché tu possa avere l’idoneità come tutti!!". Gli esponenti di Roma non volevano riconoscermi e darmi l’idoneità, perché secondo loro rovinavo l’immagine arbitrale: non sono una bellezza fisica... Grazie ai miei compagni d’avventura, ci siamo appellati alla Regione ed anche in questo caso ho superato alla grande il mio traguardo: sono un arbitro a tutti gli effetti!
Da queste esperienze nelle quali ho lottato, ho capito veramente che a volte i veri disabili non sono i portatori di handicap, ma i senza cuore che preferiscono fermarsi all’apparenza etichettandoci come semplici incapaci!!!
 
Qui descrivo qualche evento significativo del mio percorso...
                  
Da sette anni partecipo alle gare di atletica leggera e di corsa campestre dei giochi sportivi studenteschi, manifestazione riservata alle scuole secondarie di primo e secondo grado, per atleti normodotati e diversamente abili.
Io, per la precisione, gareggio nelle gare dei disabili nella categoria HFD ( acronimo indicante alunno  con Handicap, Fisico ma Deambulante).
ANCHE SE LA MIA VITA SPORTIVA è  breve, SICURAMENTE E’ intensa di Emozioni!!
La prima fra tutte  è stata quella del 22 Novembre  di sette anni fa... dove è iniziato il mio sogno sportivo. E’ stata la prima volta che mi sono misurata sportivamente con il mio HANDICAP grazie alla mia insegnante di educazione fisica della scuola secondaria di primo grado che mi ha portato per la prima volta su una PISTA DI ATLETICA INCITANDOMI A PROVARE E SOTTOLINEANDO CHE ESISTEVANO ANCHE LE GARE PER NOI!!
Ricordo ancora adesso la tensione che provavo e le sue parole: "Elisa, cerca di misurare le tue forze per arrivare alla fine del percorso".  (1000 metri) 
Io, non sapendo come sarei andata, sono partita subito velocemente e ho terminato la gara STREMATA. Ma felice per la prima vittoria!!!

Diverse le sensazioni che ho provato il 29 gennaio 2011, giorno del mio esordio arbitrale!!
Dal momento in cui ho ricevuto la designazione della partita, non facevo altro che pensare al momento in cui sarei scesa in campo.
Tanti sono stati gli interrogativi nel mio cuore dal momento in cui sono arrivata sul terreno di gioco.
Chiedevo a me stessa se sarei stata all’altezza di dirigere una partita di calcio e se avrei ricevuto insulti riferiti al mio deficit motorio. Ma la mia risposta interiore è stata una sola: Eli, credici, si sta coronando un tuo OBBIETTIVO. Anche i miei genitori e mio fratello erano presenti alla partita, sugli spalti. Tesissimi ma allo stesso tempo felici perché sapevano quanto io ci tenessi
alla partita e ad averli vicini.

L’ emozione più recente risale al mese di maggio, quando ho partecipato alle finali nazionali di atletica leggera a ROMA.
ACCANTO ALLA SOTTOSCRITTA c’era, come sempre, il TERZETTO VINCENTE DEI MIEI SOSTENITORI: MIO PADRE,  MIA MADRE E IL MIO PROF-ACCOMPAGNATORE!!
Fin quando non sono arrivata a Roma non credevo fosse vero. Finalmente ero pronta a vivermi concretamente l’esperienza per cui ho lottato. TUTTI GLI ATLETI ERANO UNITI E CREDEVANO NEGLI STESSI VALORI CHE LO SPORT CI INSEGNA.
Il 25 maggio, di mattina, appena sveglia, ero agitatissima e allo stesso tempo concentrata per la gara.
Tanti i pensieri che mi passavano per la mente.
Due su tutti: da un lato, rappresentare nel migliore dei modi il Porporato di Pinerolo, liceo che frequento, dall’altra, non deludere le aspettative dei miei tifosi che erano seduti sugli spalti. E’ stato particolare il modo in cui ho salutato i miei genitori prima di andarmi a scaldare un po’ i muscoli.
Il cuore andava a 100 all’ora!!!
Una volta posizionata ai blocchi di partenza ho rivolto gli occhi verso la tribuna per qualche istante, poi ho salutato il professore che è rimasto ai bordi della pista per incitarmi. Da quel momento non solo le mie gambe ma anche il mio cuore era diretto al traguardo!!
Ecco la chiamata e lo sparo. Pronti e VIA!!!
Sono diventata campionessa italiana nei 1000 metri cat HFD!!!!
E’ stata una gara particolare perché mi sentivo osservata. Lo speaker pronunciava spesso il mio nome prima ancora che tagliassi il traguardo.
A volte mi chiedo quali potevano essere le critiche che ricevevo se non salivo sul podio!!
Una volta salita per le premiazioni stentavo a crederci: ero emozionatissima e felicissima per l’intera manifestazione perché accanto a me c’erano tutti i miei compagni disabili che, grazie alla mia protesta, hanno potuto partecipare!!
Una volta scesa dal podio, non vedevo l’ora di poter abbracciare i miei genitori!!
Elisa Trecastagne



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