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06/06/2016, 15:23

disinformazione in medicina, consenso informato, comunicazione medico-paziente, medicina difensiva, denunce, libert come valore incondizionato



-Il-consenso-dis/informato-in-medicina!


 Ci ho sempre pensato: in un’epoca piena di informazioni (e quindi disinformazioni… dal momento in cui tutti, esperti e non, possono dire tutto su tutto) come la nostra, dove la tv cerca di spaziare su argomenti disparati, esistono campi in cui vi è p




Ci ho sempre pensato: in un’epoca piena di informazioni (e quindi disinformazioni... dal momento in cui tutti, esperti e non, possono dire tutto su tutto) come la nostra, dove la tv cerca di spaziare su argomenti disparati, esistono campi in cui vi è profonda disinformazione e che non sento in giro venir trattati con facilità.

Per esempio, mi sono chiesta come mai ho dovuto aspettare di frequentare la lezione di Igiene dentaria all’Università, alla veneranda età di 36 anni circa, per capire come si spazzolano correttamente i denti. E quindi non subire eccessivi danni in seguito a tutti i farmaci che sono stata costretta a prendere nella mia vita: impresa, tra l’altro, riuscitami benissimo, a quanto dicono gli igienisti ed i dentisti che mi hanno visitato.
 
Oggi, invece, studiando la bellissima materia di Medicina Legale, sto interrogandomi sul CONSENSO INFORMATO. So, per esperienza diretta, quanto sia vissuto come un atto medico "formale" e so come dovrebbe essere una bestemmia già il solo pensarlo perché di fatto è un atto medico "sostanziale" e so altresì come i pazienti non hanno conoscenza del fatto che, anche se hanno firmato un foglio, se la firma è data senza che c’è stata una corretta informazione da parte del medico, unica figura che può fornirla per legge, il consenso non è valido. La maggior parte dei pazienti questo non lo sa.

C’è una corsa estenuante nei reparti di medicina per la firma del consenso informato ed una preoccupazione importante per ottenerla, anche quando non viene ottenuta in maniera corretta. Eppure, secondo la nostra prof, le denunce fioccano in abbondanza. Proprio perché non è sufficiente avere la firma. Se il pz non è stato informato correttamente, ottenere la firma non cautela affatto il medico.

Perché non si parla di questo argomento così importante? Come mai i mezzi di informazione di massa non trattano argomenti come questi per i quali sarebbe importante promuovere un cambiamento di rotta nei pazienti e nei medici e contribuire ad un miglioramento della comunicazione generale fra questi due mondi? Forse perché parlarne significherebbe aumentare ancora il numero di denunce? Forse perché si tratta di un argomento che non interessa a nessuno e non fa audience? Forse perché se ne è parlato ed io non lo so?

Un po’ di tempo fa mi sono prenotata per una visita presso un centro medico privato convenzionato della mia zona di cui io usufruivo in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale. Mi presento in sala d’attesa e mi accomodo. Mi chiamano consegnandomi un plico di fogli che devo compilare prima della visita. Tra questi fogli ve n’è uno per il consenso informato che io DEVO, secondo loro, firmare a priori. Ma che consenso devo esprimere se non sono ancora entrata in visita, non ho visto nessun medico e non sappiamo neanche se ho bisogno di un trattamento che necessita di un consenso informato? 

Un atto del genere è denunciabile, ma tutti i pazienti in sala d’attesa firmavano passivamente senza dare segni di fastidio per un comportamento deprecabile ed illegale della struttura. 
Io mi sono rifiutata di firmare e, quando ho fatto le mie rimostranze in accettazione, mi sono sentita rispondere dalla segretaria che queste erano le loro regole!!!

Ma non hanno alcun diritto alle loro regole in questo ambito. Le regole le ha dettate lo Stato Italiano e solo ora che sto studiando Medicina Legale, vengo a sapere che la base di ciò risale addirittura all’articolo 13 della Costituzione Italiana che recita "La libertà personale è inviolabile.". Nel nostro caso vuol dire che il paziente ha diritto di scegliere e di dare il proprio consenso dopo adeguata informazione ricevuta sul trattamento medico proposto e sulle eventuali alternative.

Ma non è difficile immaginare la reazione delle segretarie: "Che rompiscatole, questa!, è una vita che facciamo così e nessuno ha detto mai niente! Si vede che non ha proprio nulla da fare."

Voi cosa ne pensate?

Maria Cristina Foglia Manzillo




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