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06/06/2016, 15:27

affettivit, aiuto, visione positiva di s e dell?atro, forza interiore, regole, capricci



L’affettività-:-linfa-vitale-per-vegetali,-scimmie-ed-ominidi


 Nel secondo dopoguerra, presso gli ospedali, si registra un dato: nei reparti infantili in cui è consentito alle madri di restare per tutto il tempo del ricovero dei figli, si verifica una riduzione della mortalità infantile.





Nel secondo dopoguerra, presso gli ospedali, si registra un dato: nei reparti infantili in cui è consentito alle madri di restare per tutto il tempo del ricovero dei figli, si verifica una riduzione della mortalità infantile.

In conseguenza di questa scoperta, si diffonde la prassi, oggi scontata, di ricoverare le mamme insieme ai bambini.

Un esperimento realizzato negli anni ’50, in ambito etologico, su piccoli di scimmie (Harlow, 1958), invece, ha dimostrato quanto il bisogno di vicinanza, contatto e calore sia innato nei primati: i piccoli separati alla nascita dalle madri e cresciuti da madri fantoccio (alcune metalliche altre morbide) andavano ad aggrapparsi alle madri morbide anche se ricevevano il latte solo da quelle metalliche.

Questo esperimento scimmiesco ha dato il via ad un filone di studi e ricerche relative ai diversi stili di accudimento e ai loro effetti sullo sviluppo psichico dell’essere umano.

La teoria dell’attaccamento (Bowlby), che ne è derivata, evidenzia come il bambino abituato a vivere esperienze di accoglienza e di soccorso da parte dell’adulto sviluppa una visione positiva di se stesso e dell’altro: di sé come persona degna di attenzione e aiuto e dell’altro come tendenzialmente disposto a darne.

Tali convinzioni lo aiutano ad affrontare il mondo che egli percepisce come non eccessivamente minaccioso.

Questo non significa che un individuo, così allevato, cresca come uno sprovveduto, un pollo destinato ad essere spennato non appena metterà il naso nella "dura e cattiva" realtà che lo circonda.

Anzi, questa aspettativa positiva gli permette di riconoscere le persone che non corrispondono a tale visione e di non fossilizzarsi in relazioni distruttive con esse.

Il bagaglio di esperienze di benevolenza accumulate gli conferisce, inoltre, una solidità interiore che consente di reggere di fronte ad esperienze relazionali negative, incongruenti rispetto a quelle vissute durante l’infanzia.

La realtà è sicuramente complessa e ricca di sfaccettature e ciò che ciascuno di noi è ed il modo in cui si comporta sono frutto di un complesso intreccio tra predisposizione geneticamente determinata e variegate esperienze relazionali.

Non si intende, pertanto, affermare che una persona allevata in maniera amorevole e premurosa, non avrà mai momenti difficili, critici o esperienze relazionali negative. 

Numerosi studi confermano, tuttavia, l’effetto positivo, summenzionato, di un caregiving sensibile e sollecito.

Questo discorso potrebbe apparire contraddittorio: essere cresciuti da adulti disponibili ad ascoltare e soccorrere in caso di bisogno rende più capaci di affrontare una realtà in cui spesso si incontrano persone non disponibili?
Sì. 
E mi servirò di un paragone con la botanica e con l’ambiente circense per cercare di fare chiarezza.

Un giardiniere si prende cura della piantina, piccola e tenera, annaffiandola e proteggendola dalle intemperie fino a che non diventerà forte abbastanza da sopportare siccità e maltempo. Non può fare il contrario: esporre la piantina a siccità e grandine illudendosi, così facendo, di temprarla e prepararla alle difficili condizioni climatiche che dovrà inevitabilmente sopportare. Se così facesse la farebbe crescere debole, al limite della possibilità di sopravvivere.

Similmente, un acrobata può arrivare a compiere gli esercizi più pericolosi senza avere bisogno di protezioni solo grazie al fatto di essersi potuto esercitare con la rete di sicurezza sotto. Se non l’avesse avuta non avrebbe avuto il coraggio di provarci oppure, se l’avesse avuto, la sua carriera sarebbe terminata, a causa di gravi lesioni, molto presto.

Tutto ciò non significa che ogni condotta di un bambino sia da tollerare. 
Norme e sanzioni sono indispensabili per contenere e dare un freno a comportamenti inadeguati.

La componente normativa è, così, in grado di delimitare quella affettiva consentendo di non scadere dalla sensibilità verso i legittimi bisogni emotivi dei bambini alla disponibilità a soddisfarne tutti i capricci.

Tutto ciò senza nulla togliere al potere vitale dell’affettività.

Paola Brera




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