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06/06/2016, 15:35

errore di valutazione, Candida, infezione micotica, micosi, tumore, chemioterapia, ulcera gastrica, FANS, nimesulide, emorragia, rapporto medico-paziente.



(II)-"Ogni-testa-è-un-tribunale"---seconda-parte-


 Ricordate un breve articolo con questo stesso titolo di cui scrissi qualche tempo fa?



Puoi visionare anche la lettura dell’articolo da parte dell’autrice


Prima parte articolo


Ricordate un breve articolo con questo stesso titolo di cui scrissi qualche tempo fa?

Bene, ogni tanto mi tornano alla mente alcuni episodi su cui la mia attenzione si concentra perché, come ho già detto nel primo articolo, "ogni testa è un tribunale" e tu rischi la galera anche se non hai fatto niente!

Delle mie perplessità su come funziona la mente umana ho già condiviso con voi. Passo dunque la parola ai racconti.

Un giorno venne da me un giovane paziente universitario. Ci eravamo conosciuti qualche anno prima per un breve periodo di psicoterapia. Ritornava raccontandomi quanto era accaduto di recente nella sua famiglia: era morta la nonna! Prese subito a raccontarmi la faccenda accoratamente ed i toni diventavano sempre più accesi fino a quando, con vero e proprio astio, mi mise al corrente del fatto che la nonna era morta a causa di un errore dei medici perché le avevano passato una malattia, un germe che l’aveva uccisa. Non erano stati attenti con lei e quindi l’avevano infettata.

Studiando medicina, mi incuriosiva la faccenda: quale poteva essere il germe che i medici avevano procurato alla paziente con il loro comportamento inetto e sconsiderato?

Mi feci raccontare la storia della malattia della nonna, storia che il nipote, voglioso di sfogarsi, iniziò immediatamente a raccontare, contento del mio invito.
Venne fuori che la nonna, alcuni anni prima, si era ammalata di tumore. Si era curata con la chemioterapia rispondendo bene inizialmente ed era stata in salute per qualche tempo, poi aveva avuto una ricaduta. Di nuovo chemioterapia e di nuovo un periodo di benessere fino a quando era arrivata la seconda recidiva. A quel punto la nonna appariva stanca, dimagrita, fisicamente provata tanto che i medici avevano riproposto la chemioterapia non trovando una piena accoglienza da parte di uno dei figli e neanche da parte della donna stessa che diceva di sentirsi molto a terra. Il dubbio riguardava la reazione della nonna alla chemioterapia: l’aveva retta bene finora, ma adesso non rischiavano di darle il colpo di grazia?

Mentre decidevano riguardo alla chemioterapia, e le visite mediche si susseguivano, la signora, sempre più stanca, deperita e sofferente per l’incalzare del tumore, si era ammalata di quella che sembrava essere un’influenza.
Non voleva alzarsi dal letto, aveva la febbre, le bruciava la gola, non voleva inghiottire più nulla, neanche l’acqua, e tutti erano preoccupati per il fatto che rifiutava di nutrirsi.

I figli continuavano a chiamare il medico di base che, convinto si trattasse di un’influenza, la curava come tale. Purtroppo, i giorni passavano, gli oncologi aspettavano, nessun medico la visitava ma la signora non mostrava miglioramenti, anzi, sembrava scomparire dal letto di giorno in giorno.

Dopo 10 giorni i figli, stanchi del fatto che la mamma non mangiava da più di una settimana e neanche beveva, avevano sollecitato l’intervento degli oncologi. Facendo pressione, avevano ottenuto che i medici la visitassero accorgendosi che la signora aveva un’infezione di cui il mio paziente, troppo giovane per queste situazioni, ovviamente non ricordava il nome.
La nonna era stata ricoverata in un reparto di "Rianimazione" essendo la situazione molto grave ma, come spesso accade in questi casi, non erano riusciti a salvarla data la notevole compromissione con la quale era entrata.

Ascolto il racconto e dico: "Ma la tua nonna aveva la Candida?"
Il mio paziente mi guarda con sguardo vuoto ed interrogativo. Non gli viene in mente nulla a sentire questo nome.
Mi dice: "Un nome l’hanno dato ma io non ricordo. Ricordo solo che cominciava per M."
Io rispondo: "Allora Micosi ... era un’infezione Micotica!"
"Ecco, questa era la parola!!! Esattamente questa: avevano detto Infezione Micotica!"
Rispondo: "Un’infezione micotica è un’infezione dovuta, nella gran parte dei casi, ad un fungo e la Candida è un fungo che spesso in situazioni di abbattimento delle difese immunitarie può farsi viva."
"Disgraziati! Sono stati loro a permettere che la prendesse. Non l’hanno tenuta adeguatamente a distanza dagli altri pazienti che potevano passarle l’infezione. E’ tutta colpa loro se mia nonna è morta!"

Le parole che il paziente aveva rivolto ai medici erano di ben altra violenza rispetto a quelle che ho scritto io.
Successivamente ho avuto conferma che si trattava di una polmonite da Candida.

Questo caso mi è sempre rimasto impresso perché non possono essere stati i medici a permettere che la nonna si infettasse con la Candida appartenente ad altri pazienti. La Candida è un fungo che alberga normalmente in casa nostra, cioè nel nostro corpo. Rimane confinato ed invisibile fino a quando il sistema immunitario ed il complesso sistema delle nostre difese rimangono attivi e sopra una certa soglia minima ma, non appena le nostre difese calano in maniera preoccupante, eccola prendere il sopravvento e diventare "opportunista". A quel punto si dissemina, prende, come nel caso della nonna, le vie digestive (la nonna non riusciva a bere neanche un sorso d’acqua) e spesso finisce nei polmoni dando quella che si chiama "polmonite ab ingestis".
Certo, non era colpa dei medici averle passato l’infezione! Semmai il ritardo della diagnosi poteva essere imputato a loro anche se, da quello che ho studiato e visto in ospedale, spesso, quando prendono il sopravvento queste infezioni, si tratta di battaglie perse. Questo perché vengono fuori in un corpo già gravemente provato che, per quanto vogliamo e possiamo aiutarlo, non riuscirà agevolmente a farcela.

Spiegai queste cose al mio paziente ma, dalla reazione di incredulità e scetticismo che manifestò, rimango più che convinta che per lui fu e rimase colpa dei medici e che spiegargli la situazione non cambiò minimamente l’odio verso chi gli aveva ucciso la nonna!

Passo, dunque, al secondo episodio che ricordo. Sarò breve.

Questa volta eravamo da amici e prese la parola un volontario che lavorava in ospedale (supponiamo che era un operatore della Croce Rossa, visto che non ricordo a quale "Croce" appartenesse). Ci racconta che una signora era stata ricoverata d’urgenza per un’emorragia causata da una sola bustina di nimesulide. L’operatore declamava la pericolosità di farmaci del genere che, presi anche una sola volta, sono così dannosi da dare immediatamente emorragia.
Ad un certo punto chiesi: "Ma non è che la signora soffriva di ulcera? Sai niente al riguardo?"
E lui: "Sì, la signora aveva preso il farmaco e le era venuta l’ulcera che sanguinava."
Io: "Vuoi dire che le era venuta l’ulcera in giornata?"
E lui: "Certo! Così mi hanno detto!"
Ma, benedetto ragazzo! un’ulcera non viene in una giornata! Quello che mi hanno insegnato i farmacologi dell’Università è che una sola bustina di un FANS (di cui la nimesulide fa parte) può sicuramente dare un sanguinamento ... ma di un’ulcera che esisteva già e di cui la persona non sospettava l’esistenza.
E’ facile che sia così perché capita in più di un caso che i pazienti che si lamentano di dolori allo stomaco non hanno nulla e che quelli che hanno l’ulcera non si lamentano affatto e non hanno sintomi.

Conclusione: "Ogni testa è un tribunale!!". Aveva proprio ragione la mia ava.





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