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06/06/2016, 15:36

ogni testa un tribunale, errore di valutazione, errore di ragionamento, mente umana, dottore, paziente, studentessa, ospedale, paziente anziano.



(I)"Ogni-testa-è-un-tribunale"---prima-parte


 “Ogni testa è un tribunale”: si tratta di un proverbio che nella mia famiglia si fa risalire ad un’ava di nome “zia Annamaria”.






"Ogni testa è un tribunale": si tratta di un proverbio che nella mia famiglia si fa risalire ad un’ava di nome "zia Annamaria".
Sento dire da anni: "Aveva ragione zì Annamarì (in napoletano): ogni testa è un tribunale. E over è!!"

Ho pensato spesso a questo detto perché, fin da bambina e fin da quando ho deciso di studiare psicologia, mi intrigava la stranezza della mente umana che poteva sì creare un paradiso ma mandare anche tanti di noi all’inferno, senza passare dal via ... come recita il "Monopoli" ... e soprattutto a torto. 

Questo fatto, da bambina, mi colpiva più della questione contraria, ossia la capacità della mente umana di riuscire ad assolvere un evidente colpevole. E sicuramente questo accadeva perché mi immedesimavo di più in colui che veniva condannato senza aver fatto nulla piuttosto che in colui che, pur avendo sbagliato, la passava liscia!

Così, a proposito di molti episodi che dimostrano questo punto, ossia di come ci si può sbagliare in generale nelle valutazioni e nei ragionamenti, volevo raccontare un breve aneddoto.

Tempo fa mia madre, avendo una certa età, iniziò ad avere problemi di pressione alta, così come di caviglie gonfie. Fin qui tutto è nella norma. Ovviamente veniva seguita da un dottore con cui condivideva le sue ambasce.

La prima caviglia che iniziò a gonfiarsi era la sinistra. Solo con il tempo quella caviglia avrebbe avuto in compagnia anche l’altra sua sorella.

Come ogni nuovo sintomo e come tante volte ho osservato da studentessa in ospedale, i pazienti anziani si stupiscono, più dei giovani, di quanto accade nel loro corpo facendosi meraviglie del fatto che finora quel sintomo, quel problema non aveva mai riguardato la loro vita. Ed invece di ringraziare Iddio di essere arrivati in buona salute alla loro età, mostrano uno stupore candido e sincero per quanto sta accadendo, reiterandolo pesantemente sulle teste dei familiari e dei medici che li seguono.

Ovviamente, cercano a tutti i costi di trovare una spiegazione e si lambiccano il cervello in maniera impegnativa. Così anche mia madre passava le ore a cercare di comprendere quanto, stranamente ai suoi occhi, le stava capitando. Inutile dire che le spiegazioni del dottore, che imputavano i sintomi alla sua età e ad un fisiologico deterioramento della funzionalità di alcuni organi, non erano sufficienti, secondo lei, a spiegare i sintomi.

Un giorno, dopo essere stata a telefono con un’amica, esordì allegramente che finalmente avevano capito di chi era la colpa, cosa che il medico non era stato in grado di capire.
L’amica, pare che le abbia detto: "Ma potrebbe anche essere un problema di cuore. Non credi?"
E parlottando a più non posso si erano convinte che quello doveva essere il problema, sfuggito maldestramente, sempre secondo loro, ad un primario molto in gamba, ossia il medico che l’aveva in cura e che le consigliava, per suo dispetto, l’uso delle calze elastiche.

La prova certa del fatto che doveva trattarsi di un problema cardiaco fu espressa con profondo coinvolgimento da mia madre che mi disse: "Abbiamo capito il problema perché, infatti, la caviglia che mi si gonfia è la sinistra. Ma il cuore dove sta? Non sta a sinistra? Certamente! Ecco perché mi si è gonfiata proprio quella caviglia!".
E terminò: "Aveva ragione la mia amica: è tutto un problema di cuore!"

Il mio commento: rimasi senza parole rispetto all’acume di cotanto ingegno! Inutile dire che il ragionamento non calzava! Ma soprattutto pensai: capperi, è davvero pericoloso fare il medico e ... com’è frustrante avere a che fare con tali tribunali mentali!".

(Continua)





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