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06/06/2016, 15:50

rapporto uomo-donna, stereotipi sociali sui sessi, pregiudizi sessuali.



"Uomini-e-donne"-


 Questo week-end è successa una cosa che mi fa sorridere e riflettere sulla percezione uomo-donna che ancora permea di sé in modo sotterraneamente potente il nostro approccio culturale ai sessi.




Questo week-end è successa una cosa che mi fa sorridere e riflettere sulla percezione uomo-donna che ancora permea di sé in modo sotterraneamente potente il nostro approccio culturale ai sessi.

Eravamo in Sardegna. Per la precisione a Cagliari perché io, Cristina, sono stata invitata a tenere una lezione in un corso biennale di psico-oncologia presso l’Ospedale Oncologico di Cagliari.

Il viaggio in aereo ed il pernottamento in albergo erano già spesati per me. Vista la distanza e la non conoscenza del luogo, abbiamo deciso di andarci entrambi, io e mio marito, Nunzio, che molti di voi che leggeranno questo scritto conoscono. Ovviamente avrebbe pagato lui le spese di pernottamento e viaggio per se stesso.

Ebbene, entriamo in albergo (è un albergo a 4 stelle) e ci facciamo riconoscere per poter accedere alle camere. Il portiere, in servizio in quel momento, sa che uno di noi due è spesato per poter tenere una lezione e che l’altro dovrà pagare di tasca propria. E dice, rivolgendosi a Nunzio: "E’ lei, vero? che deve tenere la lezione. La signora paga.".

Gli facciamo notare che è il contrario. Ma sorrido fra me e me notando come sarebbe stato più corretto, se proprio era curioso della risposta o se proprio gli serviva saperlo, domandare: "Chi di voi paga e chi, invece, è spesato?".
Ma sembra più naturale che, di fronte ad una coppia di sesso diverso, sia l’uomo a tenere una lezione e la donna ad accompagnare!!!

La storia non finisce qui ed il giorno seguente, sempre nello stesso albergo, si ripete la stessa situazione.

Stiamo facendo colazione al mattino in una bella sala, luminosa e confortevole. Mentre stiamo consumando un cornetto con tè e latte al tavolino, arriva una cameriera e ci dice che dobbiamo firmare entrambi un foglio: uno di noi due per la colazione offertagli dalla società X (e fa firmare a mio marito, Nunzio) e l’altro, cioè io, Cristina, per la colazione che deve pagarsi da sé! (E dà a me il foglio da firmare per la colazione a pagamento).

Qualcuno potrebbe obiettare che ... tutto sommato ... siamo in Sardegna ... la mentalità è quella del Sud ... si sa che lì le donne stanno più a casa con i figli rispetto al Nord ... eccetera.

Ma allora perché questo capita puntualmente in ogni relazione formale che abbiamo a casa nostra a Como? Che sia un venditore di case, che sia un imbianchino, che sia un fruttivendolo ... ossia persone che ci conoscono e dovrebbero aver letto entrambi i nostri nomi sulla targhetta d’ingresso della nostra casa ... non c’è nulla da fare. Mio marito è il "dottore" ed io sono la "signora".

Ma siamo alle solite e qualcuno potrebbe obiettare che "... Tutto sommato ... siamo a Como, quindi in un ambiente provinciale e ... si sa che lì potremmo essere un po’ arretrati rispetto ad una grande città ...".

Ed a Milano, allora? Se vi dico che nel centro di Milano, e non alla sua periferia, capita la stessa cosa?

Sono anni che lavoriamo al centro di Milano e che ci rechiamo in quel posto quasi tutti i sabati dell’anno e sono anni che andiamo a mangiare nello stesso posto e sono, altresì, anni che sanno che lavoriamo insieme, io e mio marito, e che facciamo gli psicologi (psicoterapeuti è troppo avanzato anche per Milano!).

 Ciononostante, è sempre la solita storia: lui è il "dottore" ed io sono la "signora".
Se poi penso che sto anche rischiando di laurearmi in medicina, come seconda laurea, e che, in quanto tale, potrei meritare il titolo di "dottoressa" come "medico", il mio sorriso diviene una risata solenne!

Maria Cristina Foglia Manzillo




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