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25/08/2017, 12:11

Piero Angela, Superquark, diabete, diabete di tipo II, vaccinazioni, opinion leader, epidemiologia, malattie dell?infanzia, perdere la memoria, trauma, identificazione.



Piero-Angela-tra-diabete-e-vaccinazioni


 Ieri, 23 agosto 2017, mercoledì, è andata in onda su Rai 1 la famosissima trasmissione Superquark condotta da Piero Angela. Con sorpresa, meraviglia, approvazione, ho finalmente constatato che hanno scelto uno degli argomenti di grande interesse




Ieri, 23 agosto 2017, mercoledì, è andata in onda su Rai 1 la famosissima trasmissione Superquark condotta da Piero Angela. 
Con sorpresa, meraviglia, approvazione, ho finalmente constatato che hanno scelto uno degli argomenti di grande interesse per i medici e l’intera comunità sociale: il diabete di tipo II. Il diabete di tipo II ha risvolti medici, sociali, psicologici, economici tali da farne un argomento che dovrebbe essere trattato in modo approfondito da tv nazionali. E non è l’unico argomento di tale portata.
                                                
Ne parlavamo in vacanza fra amici. Eravamo imbottigliati in macchina, il giorno 14 agosto scorso, un lunedì, sulla strada che porta da Vico Equense a Sorrento. Quella sera eravamo ospiti di cari amici: lei psicoterapeuta, nostra valida e competente collega; lui medico in pensione ma, tra le varie specializzazioni, gastroenterologo ed epidemiologo. 
In macchina, lui ci fa una domanda, domanda che dice di rivolgere a tutti i colleghi psicologi e psicoterapeuti: "Che cosa ne pensiamo della vaccinazione?".
Io e Nunzio, mio marito, restiamo perplessi per qualche secondo, non tanto perché non sappiamo che cosa ne pensiamo ma perché intuiamo che la faccenda porti da qualche altra parte ma, messa così, non riusciamo a scorgere dove. 
Cautamente diciamo che siamo d’accordo con le vaccinazioni. Ma non è questo l’oggetto del contendere e, sempre imbottigliati nel traffico, seppur gioioso, allegro, caldo e colorato della calca dei turisti in movimento, capiamo che quello che il nostro amico medico vuole sapere, da buon epidemiologo, è come fare ad ottenere una copertura nazionale adeguata per alcune malattie dell’infanzia, visto l’ingiustificato allarmismo e la disinformazione che alcuni siti... ed alcuni medici... si danno tanto da fare per promuovere.

Per ottenere una buona copertura, non è necessario che il 100% della popolazione si vaccini ma si deve arrivare, comunque, ad una forte maggioranza. Quando si scende al di sotto di una percentuale, cominciano a manifestarsi i primi casi di malattia.
E’ un po’ come dire che la maglia della vaccinazione può anche avere una trama che si allarga: la malattia non passerà. Ma se l’allargamento della trama va oltre un certo limite, i pesci cominciano a passare e la malattia si manifesta.

Nel gruppo arrivano un po’ di riflessioni, a cui si aggiunge la mia.
Dico che queste malattie sono rimaste per noi in un lontano passato e se ne è persa la memoria. Quando l’uomo perde la memoria, deve rifare l’esperienza del trauma perché se ne ricordi. Quindi, con molta probabilità, assisteremo ad un abbassamento tale della percentuale delle vaccinazioni, con l’obbligo o senza da parte del Ministero della Salute, che ritorneranno le malattie che oggi noi non vediamo più e ritorneranno i primi danni nell’infanzia.
Non voglio essere così drammatica da dire che l’unica alternativa che abbiamo è necessariamente quella di rifare l’esperienza del passato, di tornare a vedere quello che accadeva allora. E, comunque sia, la strategia di dimenticare il peggio ha una sua notevole importanza per la vita. Se noi uomini non dimenticassimo, in molti casi non riusciremmo neanche ad andare avanti.

Chiedo anche al nostro amico medico se non possiamo confrontarci con altre realtà nel mondo che non hanno i vaccini, come in alcune zone dell’Africa, ed in cui i bambini soffrono delle malattie che da noi non vediamo più. Una trasmissione in un recente passato ne aveva parlato. Il nostro amico ci informa che la copertura vaccinale in Africa è più presente di quanto non ci immaginiamo noi occidentali. Ma, comunque sia, conveniamo tutti che le realtà distanti da noi sono composte da popolazioni con cui la nostra non tende ad identificarsi. E l’identificazione in questi casi è un processo fondamentale.

L’altra alternativa che mi viene in mente è che la comunità medica potrebbe coinvolgere una personalità di spicco. 
Tutti rispondono: "Un opinion leader!". Mi sento un po’ ignorante a non averlo chiamato così ma confermo, con un po’ di imbarazzo.
Il nostro amico medico dice che è già stato fatto.
Gli chiedo a chi si sono rivolti. Non mi sembra che la comunità dei medici abbia chiesto collaborazione a Piero Angela. Lui potrebbe essere un valido opinion leader. 
La collega è l’unica a rispondermi dicendo che: "Già! Vi siete rivolti a persone che non avevano il suo carisma ed il suo riconoscimento sociale."

E’ qui che entra Piero Angela. Faccio una riflessione: "Non vorrei sbagliarmi, e men che meno fargli torto, ma voglio solo condividere un pensiero che ho di frequente.... Studiando medicina e frequentando l’ospedale, mi capita di pensare a molti argomenti che dovrebbero far parte di un programma di una rete televisiva nazionale ed alcune patologie molto costose individualmente e socialmente colpiscono la parte più svantaggiata della popolazione, quella che meno di altre parti si forma e legge. Quando seguo i programmi di Piero Angela, con tutta la stima che ho per quei programmi, mi capita di pensare che, in un certo senso, non si compromettono con argomenti che, mi rendo conto, potrebbero essere controversi. 

Per esempio, l’argomento diabete va contro il modo odierno di cibarsi della nostra società, va contro quest’uso folle ed enormemente esagerato degli zuccheri che usano le aziende produttrici e che altera il sapore originario dei cibi fin dalla più tenera infanzia. Ho la sensazione che neanche Piero Angela ed il suo gruppo possono permettersi (o decidono di non permettersi, non lo so) di trattare certi argomenti. Eppure sarebbe la persona più adatta a farlo, stante l’attuale situazione medico-sociale."
Per inciso, mia sorella ha letto la biografia di Piero Angela durante le vacanze e, parlando dell’argomento con lei, dice che Piero Angela si era interessato, affrontando le critiche dell’epoca, della questione "contraccezione e preservativi". Insomma, vuol farmi capire che non è il coraggio che gli manca. Forse non sappiamo che ne ha parlato o forse semplicemente... non sappiamo cosa c’è dietro... Concludiamo che dovremmo informarci meglio.

                                                     
Immaginatevi, dunque, la mia incredulità e la mia gioia quando ho sentito ieri sera che a Superquark parlavano del diabete. Continuavo a dire: "Ah!!! Finalmente!!!!".
Ho apprezzato moltissimo, anche se sono rimasta un po’ interdetta dal taglio che hanno dato al servizio: ... "Sì, l’alimentazione è importante ed è legata al diabete ma... le indagini genetiche.... Insomma, sì.... Non è che un paziente abbia i geni del diabete nel senso classico... però .... Gira e volta.... Bisognerà che ci abituiamo a pensare che un domani si faranno delle indagini genetiche sui pazienti... anche se questo non vuol dire che avere quel gene significa sviluppare la malattia.... Malattia che eviteremmo se solo mangiassimo diversamente e facessimo un po’ di attività fisica... però sappiate che c’è la genetica e che si stanno facendo degli studi..." Mio commento: !?

Mi piacerebbe tanto sapere che cosa è arrivato realmente alla maggior parte del popolo che non studia, non legge, non ha conoscenza della medicina, che da anni si sente ripetere che siamo vittime inesorabili dei geni ed ormai ne è convinto, che non conosce nulla della epigenetica (rilassiamoci al riguardo, neanche i medici la conoscono più di tanto), che non conosce i costi personali che affronta un individuo con diabete ed i costi sociali che affronta il resto della società civile per lui ed ancora meno si pone il problema degli zuccheri, non sapendo che li ritroviamo nel mais in scatola, nei piselli, nei corn-flakes, nei preparati industriali dell’insalata russa, nelle bevande gassate...

Beh, prendiamo il positivo della faccenda: 10 minuti di trasmissione oggi, 15 domani o dopodomani e magari con il passare del tempo .... riusciamo ad incamminarci sulla buona strada. Alla salute!

Maria Cristina Foglia Manzillo



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