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20/05/2016, 19:01

frati, bambini, adolescenti, gioco del fazzoletto, bimbi soli, computer, giocare a pallone, giocare ?a guardia e ladri?, giocare a ?campana?, spazio giochi, regole della civile convivenza.





 Una mia paziente mi ha raccontato un breve episodio accaduto in piazza della Scala a Milano, un episodio a cui lei stessa stentava a credere, tanto è diventato fuori moda oggi, almeno qui al Nord.



Una mia paziente mi ha raccontato un breve episodio accaduto in piazza della Scala a Milano, un episodio a cui lei stessa stentava a credere, tanto è diventato fuori moda oggi, almeno qui al Nord.

Ha visto un gruppo di frati, bambini ed adolescenti che giocavano al gioco del fazzoletto e, a quanto pare, sembravano divertirsi molto.
Con il suo caldo, meravigliato e ben scandito tono di voce mi dice che è stato "BBBeeellllisssimo!"

Ci credo.

Aggiunge: "Io non ho niente contro i computer. Mi rendo conto di quanti aspetti positivi possono avere eppure i bambini di oggi te li immagini da soli nella loro stanza con un computerino a pigiare tasti o, magari, a comunicare, ma non di persona, sulla distanza.  Quelli di una volta facevano gruppo e giocavano tra di loro."

Con la stessa vivacità di prima, mi descrive la scena, commentandola con un non-verbale degno di un mimo!  Empaticamente si è identificata con loro. Così, mentre descriveva e gesticolava, avevo davanti agli occhi i bambini sfreccianti per afferrare il fazzoletto, il frate che lo reggeva, la partecipazione dell’intero gruppo alla vicenda...

Mi sono chiesta come hanno reagito gli altri spettatori. Qualcuno di loro avrà commentato che simili schiamazzi sono intollerabili? Sì, perché mia sorella cerca casa e ne ha trovata una con un grande spazio dove i bambini potrebbero giocare. 

Ha detto che i bimbi non possono usufruire di quello spazio né per giocare a pallone e neanche per andare in bicicletta o per giocare a guardie e ladri o anche semplicemente a "campana" ... non possono usufruirne e basta!

Ci siamo dette che era davvero una tristezza. Magari comprendiamo che il pallone possa essere pericoloso per le vetrate dei vicini oltre che rumoroso, ma il resto?

So che moltissimi di coloro che potrebbero leggere questo scritto vogliono l’assoluto silenzio e so che ce ne sono altri che vogliono l’assoluta confusione. Non tutti sono per le mezze misure.  Anche io amo il silenzio e lo ricerco appena posso, inoltre anche io mi sono opposta all’uso maleducato dello spazio gioco in cortile quando abitavo a Capiago, ma non mi dispiaceva affatto che i bambini giocassero. 

Mi dispiaceva che lo facevano a tutti gli orari, senza rispetto degli orari civili di riposo, ossia anche nel dopopranzo e nel dopocena, ma il fastidio era legato solo al fatto che gli adulti sceglievano, in uno spazio gioco lungo e di ampia metratura, l’unico punto in cui c’era un cane in modo che il cane, avendoli di fronte a sé e a soli 4 metri di distanza, abbaiava come un pazzo e si dà il caso che il cane del vicino fosse esattamente dietro al mio muro! 

Come dicevo prima, questo comportamento era maleducato ed indisciplinato ed era effettuato dagli adulti, i genitori dei bimbi che giocavano. Erano loro, presenti ai giochi dei bimbi, che, in uno spazio così ampio, sceglievano quella posizione e la indicavano ai bimbi. Se fossero stati meno maleducati e più attenti alle regole della buona convivenza, si sarebbero spostati un po’ più in là di soli pochi metri. I bimbi avrebbero continuato a giocare ed a divertirsi, il cane sarebbe stato quieto e tranquillo, i vicini della villetta dov’era il cane non si sarebbero trovati a subire l’abbaiare ininterrotto del cane per ore ed anche io sarei stata meglio a casa mia.

Da vent’anni abito vicino ad una scuola elementare ed ho molto piacere di sentire i bimbi che si riversano allegramente e rumorosamente in giardino perché sono una potente carica di vita. La loro gioia, le loro chiacchiere, i loro giochi, il loro muoversi incessante è proprio fonte di rilassamento per me.

Lo spazio gioco in un abitato è uno strumento e come tale, secondo il mio parere, può essere adoperato seguendo le regole della civile convivenza, oppure può essere adoperato male. Tutto dipende dall’uso che se ne fa. Non sono invece d’accordo nell’utilizzo "indiscriminato" che tenga conto solo delle esigenze di una parte in causa, i bambini, ma neanche del non utilizzo "indiscriminato" che tenga conto esclusivamente delle esigenze dell’altra, gli adulti!

Se in questa società sono previsti i bambini, non è giusto privarli o limitare gli spazi di espressione fisica alle palestre ed agli oratori, in un ambiente culturale in cui i genitori hanno sempre più paura, e giustamente, a lasciarli andare per strada, anche quando si tratta di recarsi a scuola!

Se vuoi stare tranquillo e prevedi una regola del genere, in quel condominio, non si dovrebbero vendere case alle famiglie con bambini e le famiglie con bambini farebbero bene a non acquistarne.

Ah, gli adulti e la loro prepotenza ... e faccio riferimento sia a quella dei genitori che a quella dei vicini!

Però, in questo modo, l’adulto schiaccia i diritti dei bambini che sono ricacciati al chiuso e non hanno la facoltà di opporsi. Quindi rimangono in casa, di fronte al computer o alla tv per ore, non fanno movimenti, non fanno esercizi fisici, non socializzano tramite giochi all’aria aperta, scaricano le loro energie su facebook, mangiano schifezze, e li avviamo in buona pace verso un roseo futuro.

Maria Cristina Foglia Manzillo




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