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19/05/2016, 19:07



(I)-Disturbo-di-Panico-ed-Agorafobia-(Definizione-DSM-5,-Sintomi,-cause)-


 Un attacco di panico è un improvvisa paura o disagio intensi che raggiungono un picco in pochi minuti, durante i quali si verificano quattro (o più) dei seguenti sintomi:




Altri articoli sui Disturbi d’Ansia e la gestione dell’Ansia


( II) Disturbi di Panico ed Agorafobia : la cura - seconda parte


1) In quale categoria di disturbi rientrano?


L’ultima edizione del Manuale statistico e diagnostico dei disturbi mentali (DSM 5,  2013)[1] classifica il disturbo di panico e l’agorafobia tra i Disturbi d’ansia.

2) Cos’è un attacco di panico?


Un attacco di panico è un improvvisa paura o disagio intensi che raggiungono un picco in pochi minuti, durante i quali si verificano quattro (o più) dei seguenti sintomi: 

Palpitazioni, sensazione di cuore in gola o tachicardia; sudorazione; tremori o agitazione, sensazioni di mancanza di respiro o di soffocamento; dolore o fastidio al petto; nausea o disturbi addominali; sensazione di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento; brividi o sensazioni di calore; parestesia (intorpidimento o formicolio); derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi); paura di perdere il controllo, impazzire, morire. 

L’attacco di panico può verificarsi nel corso di qualsiasi disturbo d’ansia e altri disturbi mentali (disturbi depressivi, disturbo post-traumatico da stress, disturbi da uso di sostanze) e di alcune condizioni mediche (cardiache, respiratorie, vestibolari, gastrointestinali). 

3) Cosa si intende per disturbo di panico e quali sono i suoi sintomi?


Secondo il DSM 5 il disturbo di panico è caratterizzato da attacchi di panico inaspettati e ricorrenti.  
Almeno uno degli attacchi è stato seguito da 1 mese (o più) di uno o di entrambi i seguenti sintomi: 
Preoccupazioni persistenti relative al verificarsi degli attacchi di panico o alle loro conseguenze (perdere il controllo, avere un attacco cardiaco, "impazzire "). 
Un significativo cambiamento disadattivo relativo ai comportamenti legati agli attacchi (comportamenti atti ad evitare gli attacchi di panico, per esempio evitare l’esercizio fisico o situazioni non familiari) 

4) Cosa si intende per agorafobia e quali sono i suoi sintomi?


Il DSM 5 definisce l’agorafobia come marcata paura o ansia in due (o più) delle seguenti situazioni: 

Mezzi pubblici (automobili, autobus, treni, navi, aerei); 
Spazi aperti (parcheggi, mercati, ponti) 
Luoghi chiusi (negozi, teatri, cinema) 
Stare tra la folla 
Stare fuori di casa 

L’individuo prova paura o evita queste situazioni al pensiero che potrebbe essere difficile fuggire o potrebbe non essere disponibile aiuto in caso di sintomi tipo panico o altri sintomi invalidanti o imbarazzanti (paura di cadere degli anziani; paura di incontinenza). 
Le situazioni agorafobiche provocano quasi sempre paura o ansia e sono attivamente evitate o sopportate con intensa paura o ansia. 
Paura e ansia sono sproporzionate al pericolo reale e al contesto socio-culturale . 
La paura, l’ansia o l’evitamento sono persistenti, di solito della durata di 6 mesi o più e causano disagio clinicamente significativo o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo o di altre importanti aree di vita.

5) Che relazione c’è tra disturbo di panico e agorafobia?


L’agorafobia è diagnosticata indipendentemente dalla presenza di disturbo di panico. Se la manifestazione dei sintomi soddisfa i criteri per il disturbo di panico e agorafobia, devono essere fatte entrambe le diagnosi.

6) Perché alcune persone sviluppano questi disturbi?


Oggi è ampiamente condivisa l’ipotesi secondo cui tutti i disturbi psichici si sviluppano a partire da una predisposizione a quel disturbo, geneticamente determinata, su cui agiscono fattori ambientali stressanti.
Per quanto concerne in particolar modo il disturbo di panico e l’agorafobia, solitamente il primo attacco di panico si verifica in un momento di stress psicologico (ad esempio in presenza di problemi di lavoro, sentimentali, lutti) o fisico (malattie, insonnia, dieta, abuso di alcol o droga, eccesso di lavoro).
L’individuo tende, poi, ad associare l’attacco alla situazione in cui l’ha vissuto e, di conseguenza, ad evitarla nel timore che l’esperienza si ripeta.
In termini tecnici si parla di "condizionamento": la situazione in cui si è vissuto il panico diventa stimolo in grado di scatenarlo.
Un ulteriore meccanismo è la generalizzazione, cioè l’estensione di paura ed evitamento anche ad altre situazioni.

Nell’agorafobia e disturbo di panico, pertanto, la paura primaria è che si scateni un attacco di panico, mentre la paura delle situazioni evitate è secondaria.

a cura di Paola Brera


[1] Il termine DSM è l’acronimo di Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders. E’ uno degli strumenti diagnostici per disturbi mentali più utilizzati da medici, psichiatri e psicologi di tutto il mondo. La prima versione risale al 1952 (DSM-I) e fu redatta dall’American Psychiatric Association (APA). 



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