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19/05/2016, 19:33





 Data l’ampia diffusione di tali disturbi vogliamo dedicare una sezione del nostro sito al loro approfondimento. Ci auguriamo possa costituire un interessante riepilogo per gli addetti ai lavori e fonte di informazioni per chi, per difficoltà personal



L’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM 5, 2013)[1] identifica i seguenti disturbi d’ansia:

Disturbo d’ansia da separazione
Mutismo selettivo
Fobia Specifica
Disturbo d’ansia sociale
Disturbo di panico
Agorafobia
Disturbo d’ansia generalizzato
Disturbo d’ansia da condizione medica
Altro Disturbo d’ansia specifico
Disturbo d’ansia non altrimenti specificato 


Data l’ampia diffusione di tali disturbi vogliamo dedicare una sezione del nostro sito al loro approfondimento.
Ci auguriamo possa costituire un interessante riepilogo per gli addetti ai lavori e fonte di informazioni per chi, per difficoltà personali o curiosità, voglia approfondirne la conoscenza.

Ci preme iniziare con una riflessione relativa al costrutto dell’ansia in generale.

Esso assume, spesso, un’automatica connotazione negativa che, in realtà, non sempre gli appartiene.

L’ansia, infatti, è ciò che consente a noi nella vita quotidiana, e ha consentito ai nostri antenati nel corso dell’evoluzione filogenetica, di riconoscere e far fronte a pericoli e compiti.

Basti pensare che gli studi dimostrano che i migliori livelli di prestazione sono correlati a livelli intermedi di ansia (vedi grafico sottostante). Quando essa è, invece, eccessiva o assente le prestazioni risultano più scadenti. Nel primo caso perché l’eccesso di ansia interferisce con la concentrazione sul compito, nel secondo perché mancano la giusta attivazione e motivazione all’impegno. 


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